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La Destinazione Puglia è diventata il sogno di italiani e stranieri. Si può applicare a Marsala?

Aggiornato il: feb 16

Dior (e Maria Grazia Chiuri, che in Puglia è nata) l'hanno scelta di recente per ospitare la prossima sfilata Cruise, a maggio. Un nome di pregio, che però è il gioiello di una corona già carica di diamanti e rubini, riconoscimenti e lunghi editoriali sul New York Times, elegie amorose sul The Guardian, presenza fissa in tutte le liste mondiali più autorevoli che sanciscono le località da scoprire, Lonely Planet compresa. La Puglia vive da diversi anni ormai uno stato di beatitudine turistica, che la rende la meta estiva – ma anche autunnale e primaverile – più ricercata dagli italiani e dagli stranieri. A confermarlo sono i dati dell'Osservatorio regionale del turismo dell'agenzia Puglia Promozione, analizzati da BTM - Business Tourism Management, la manifestazione internazionale del turismo, arrivata alla sua VI edizione che si terrà proprio a Lecce dal 20 al 22 febbraio: gli arrivi sono in continua crescita. Dopo i 4 milioni di presenze nel 2018 (un +4% rispetto all'anno precedente) il 2019 ha segnato un altro +3%, con la quota straniera che cresce dell'8%. L'identikit del turista "tipo", è, sempre secondo gli stessi dati, molto preciso: italiano (al 72,5%), nello specifico arriva dalla Lombardia (18%), è uomo e ha tra i 31 e i 55 anni. Gli stranieri, invece, sono 1 su 4, e arrivano principalmente da Germania (17%) e Francia (22%).


I motivi per i quali si sceglie la Puglia

Sempre secondo Puglia Promozione, oltre alla classica destinazione da vacanza, le città e i borghi sull'altopiano delle Murge, così come sul Gargano, sono fonte di un desiderato arricchimento culturale, ma anche di un turismo eno-gastronomico godereccio ( è, in questo senso, la terza regione italiana).





Ma come ha fatto, l'estremità a sud-est dello Stivale, fino a dieci anni fa perla nascosta tra i fondali di Ionio e Adriatico, a risplendere di quella luce accecante, che mette in ombra tutte le altre regioni e bellezze naturali – e, parlando del nostro paese, ce ne sono moltissime? A spiegarlo, Manuela Lenoci, dell'Ufficio Promozione dell'Agenzia Puglia Promozione: "La varietà geografica della regione ha certamente aiutato a diversificare il turismo, anche se all'inizio, chi veniva qui, lo faceva ovviamente solo per le vacanze estive da passare al mare. La strategia che però si è dimostrata vincente è di lungo corso, ed è iniziata ormai quasi dieci anni fa. A funzionare è stata la sinergia tra pubblico e privato, l'utilizzo dei fondi comunitari europei, il lavoro delle agenzie sul territorio, e i piani strategici dedicati al turismo. Avevamo già strutture ricettive pronte ad accogliere chi voleva visitare la regione: era una buona base di partenza alla quale la maggior parte degli altri enti privati e brand di hotellerie o bed and breakfast, si sono adeguati in seguito". In effetti, dal maestoso Borgo Egnazia – ormai buen retiro estivo di Madonna, che in materia potrebbe scrivere delle memorie, citando il suo compleanno agostano passato proprio in Puglia, tra balli popolari e vezzi da star – ai boutique hotel di charme, passando per le masserie ristrutturate ad hoc con un occhio per il design internazionale – come nel caso di Masseria Moroseta o Fikus – o ai castelli medievali ristrutturati grazie ai fondi europei e trasformati in hotel esclusivi, con cucine che puntano alle stelle Michelin, come nel caso del Castello di Ugento, l'offerta ha un appeal che attrae quegli "europeisti" dei milanesi così come tedeschi e francesi.


L'importanza del marketing

Ma quanto è importante, essere riusciti anche a raccontarsi attraverso i profili social e con un approccio degno dei migliori uffici milanesi di social media marketing? Se il profilo ufficiale del turismo in Puglia, we are in Puglia, raccoglie 115 mila follower raccontando ad un target trasversale le bellezze dei borghi locali e delle sue tradizioni culinarie, il settore privato non è da meno, ed è riuscito ad esportare con grande successo la regione, e le sue realtà. Il caso più eclatante è certamente quello di Brainpull, agenzia di marketing nata in un garage nel 2012: età media 28 anni, 80% di donne, l'esperimento di successo è nato seguendo i dettami dei maggiori studi legali americani. In sunto, chiunque, entrando, con lavoro e determinazione, può ambire a diventare Agency Partner. Sono stati loro i fautori dell'enorme successo di Pescaria, bistrot che ha trasformato l'abitudine culinaria pugliese della rosetta con il polpo, ma anche con tonno o pesce spada, da portarsi come "schiscetta" durante le giornate passate al mare, in hi(p)steria collettiva. Un progetto che ha messo le sue basi su Facebook, dove gli utenti sono stati chiamati a proporre il nome del format, nato a Polignano, ma oggi già approdato con due insegne a Milano e a breve anche a Roma, Torino e Bologna. Capaci di far venire l'acquolina ancora prima che si alzassero le serrande, l'hype è salito principalmente grazie al loro utilizzo della piattaforma di Zuckerberg, che di fatto li ha anche citati, nel 2016, ( la prima azienda italiana a cui succede) nei suoi Earning Call, i rapporti trimestrali tramite i quali il social di Menlo Park mette l'accento sulle realtà capaci di "usare Facebook in maniera virtuosa, portando valore sul territorio". Da allora, per qualunque turista varchi l'ingresso di Polignano, pagare la tassa di soggiorno è obbligatorio tanto quanto una foto con uno dei panini di Pescaria, sullo sfondo degli affacci sul mare della cittadina regina dell'instagrammabilità gourmet. La Puglia è uno stato d'animo, si diceva. E, ormai, anche un brand che funziona benissimo.


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Di Giuliana Matarrese 01/02/2020

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